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Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all'equiparazione dell'età delle pensioni di vecchiaia tra uomini e donne nel pubblico impiego. L'Italia rispetterà così una richiesta del governo di Bruxelles.
Le donne andranno in pensione a 65 anni a partire dal primo gennaio 2012.
La disposizione sull'aumento dell'età pensionabile sarà introdotta attraverso un emendamento alla manovra e le risorse che deriveranno dal risparmio dell'innalzamento pensionabile dell'età delle donne andranno in un Fondo vincolato ad 'azioni positive' per la famiglia e le donne.
L'aumento dell'età delle donne per le pensioni di vecchiaia nel pubblico impiego avverrà con uno scalone unico a 65 anni a partire dal 1 gennaio 2012 e, dunque, "senza fasi intermedie".
SALVI I REQUISITI MATURATI ENTRO IL 2011
Prevista anche una clausola di salvaguardia per le lavoratrici che matureranno i requisiti per andare in pensione entro il 31 dicembre 2011.
La norma punta ad evitare una massiccia uscita anticipata dal lavoro, consentendo alle statali - che in base all'attuale normativa potrebbero andare in pensione a 61 anni anche durante il prossimo anno - di poter mantenere il requisito anche negli anni successivi, quando per tutte le altre scatta l'innalzamento a 65 anni di età, come richiesto dalla Ue.
Ezio De Simone
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